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Cenni storici

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La storia di Bubano e le lotte per il castello

La prima testimonianza dell’esistenza di un paese chiamato Bubano risale all’anno 783; si trattava all’epoca di pochi campi coltivati in un territorio di boschi e paludi. In seguito avvenne una lenta e dura opera di bonifica ad opera dei monaci di S. Maria in Regola di Imola che già verso la fine del XIII secolo qui avevano costruito una piccola rocca, nei pressi dell’attuale piazzale della chiesa.

Questa prima rocca fu presa e saccheggiata molte volte nel corso del XV secolo, poiché in quegli anni avvenivano aspre lotte fra le città comunali e i signorotti locali che volevano ampliare i propri territori. Allo stesso modo, la rocca di Bubano cambiò sovente proprietario: prima fu degli Alidosi, signori di Imola, in seguito fu venduta agli Estensi, poi fu conquistata da Bartolomeo Colleoni e in seguito da Taddeo Manfredi.

Il dominio degli Sforza e Caterina Sforza

Nel 1473 in occasione del matrimonio di Caterina Sforza con Girolamo Riario, nipote di Sisto IV, il Papa diede in dote, ai novelli sposi, i territori della Signoria di Imola, Bubano e Mordano.
Nel 1477 Caterina entrò solennemente a Imola e dopo raggiunse il marito a
Roma. Nel 1480 il Papa assegnò al nipote Girolamo, la Signoria rimasta vacante di Forlì, con lo scopo di ottenere un forte dominio in terra di
Romagna.
Nel 1488, in seguito alla morte del marito, Caterina si trovo a reggere le citta di Imola e Forlì in nome del figlio Ottaviano Riario.
Caterina sposò poi, in seconde nozze, Giovanni De’ Medici dal quale ebbe un figlio, che diventò il famoso condottiero Giovanni dalle Bande Nere.

La costruzione del Castello della Contessa

Caterina era profondamente legata al territorio di Bubano, ma, essendo questo al confine con i Bentivoglio di Bologna e con gli Estensi di Ferrara era soggetto a continui saccheggi. La contessa decise, allora, di fortificare la zona con un nuovo castello, essendo il precedente quasi distrutto. Il periodo era turbolento e la minaccia di nuove guerre era incombente, quindi Caterina seguì personalmente la costruzione del nuovo castello e volle terminare i lavori il più velocemente possibile. Costrinse i contadini del luogo a lavorare gratuitamente e fece confiscare alla popolazione tutto ciò che poteva essere utile ai soldati. Oltre al castello eresse anche una scuderia fortificata, che poteva contenere otre 300 cavalli. Al castello diede il nome di “Castello della Contessa” e si racconta che multasse chiunque lo avesse chiamato semplicemente “Castello di Bubano”. Qui soggiornò per alcuni periodi. Ci sono documenti che attestano l’incontro con Lorenzo De’ Medici, suo futuro cognato.

La difesa contro Carlo VIII

Nel 1494 il re di Francia Carlo VIII scese in Italia diretto a Napoli. L’esercito francese assedio il castello di Bubano, allo scopo di convincere Caterina ad
allearsi con i francesi. Bubano oppose una difesa talmente salda che, le truppe di Carlo VIII, temendo di subire troppe perdite, ripiegarono su Mordano, che fu conquistata e saccheggiata.
La rocca di Bubano rimase al Riario Sforza sino al 1499, anno in cui fu conquistata dal duca Cesare Borgia, un condottiero spietato detto il Valentino.

La fine della Rocca e il suo lascito

Col passar degli anni la rocca fu abbandonata e iniziò una lenta decadenza. I mattoni furono utilizzati per la costruzione delle case del paese, altro materiale venduto a Massa Lombarda come materiale a costrizione. Oggi possiamo vedere i resti del mastio, quasi sepolto dalle case vicine, con l’antico pozzo inserito nelle spesse mura. Della scuderia si può vedere un torrioncello, che, privato dei merli e coperto con un tetto, mostra ancora l’origine antica. I Bubanesi lo chiamano ” il Torrione” e da qui ha origine il nome del Palio.

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